Growth hacking: come crescere velocemente col minimo sforzo economico

Growth hacking: come crescere velocemente col minimo sforzo economico

Growth hacking: come crescere velocemente col minimo sforzo economico 1920 1280 AlbertoFalchi

Il mondo del marketing, negli ultimi anni, ha visto crescere la popolarità di due strategie in grado di stimolare la partecipazione attiva degli utenti in maniera divertente oltre che utile: stiamo parlando di “gamification” e “growth hacking”, approcci capaci di far crescere esponenzialmente gli utilizzatori di prodotti e servizi. Oramai dovresti avere un po’ di confidenza con la gamification e sapere che stiamo parlando di una strategia in grado di far aumentare l’engagement incentivando le persone a effettuare determinate azioni per raggiungere obiettivi specifici. Il cuore della gamification è la sua capacità di rendere l’esperienza stessa gratificante, grazie soprattutto all’utilizzo di elementi ludici mutuati dalla “teoria dei giochi”, come ad esempio punteggi, classifiche, premi e badge.

Growth hacking per crescere velocemente

Growth hacking

Ma il growth hacking, esattamente cos’è? Non esiste una definizione univoca, riconosciuta a livello mondiale, e per alcuni il growth hacking va oltre la job position, diventando quasi una filosofia di vita, un approccio mentale che vuole ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo (economico, ma non solo) possibile. Andando alle origini, vediamo che il concetto di growth hacking è stato introdotto per la prima volta nel 2010 da Sean Ellis, imprenditore e consulente di marketing americano, quando definì il growth hacker come “una persona che ha come obiettivo la crescita“. Scendendo un po’ più nel concreto potremmo dire che il growth hacking sia una strategia di marketing che ha lo scopo di far crescere l’azienda attraverso sia l’acquisizione di nuovi clienti sia la fidelizzazione di quelli esistenti. Il growth hacking non si limita a trovare “scorciatoie sulla via del successo”: è una strategia che richiede tempo, attenzione ed esperimenti. Il suo approccio è totalmente data-driven, ovvero basato sulla raccolta e sull’analisi di dati oggettivi necessari per identificare le opportunità di crescita più efficaci. Il growth hacking richiede che si conducano regolarmente esperimenti, come ad esempio i test comparativi A/B, per poter scegliere con un buon margine di certezza, quali siano le idee migliori e quali siano quelle che da modificare o abbandonare. Utilizzando principalmente strumenti online, come social media, content marketing, SEO e pubblicità online, la strategia del growth hacking si concentra sulla generazione di un grande volume di clienti in un breve periodo di tempo, usando canali pubblicitari a basso costo se non addirittura gratuiti.

Il successo di Dropbox

Un ottimo esempio di come la gamification possa essere utilizzata con efficacia nel growth hacking è rappresentato da Dropbox. L’azienda, che oggi conta più di 700 milioni di utenti, è riuscita a crescere con una tale velocità da diventare in pochissimi anni uno dei servizi di cloud storage più utilizzati al mondo. Ma come ha fatto a raggiungere un risultato così impressionante senza spendere una fortuna? La risposta si trova nel modo in cui Dropbox ha saputo utilizzare gli incentivi tipici della gamification, per far crescere costantemente la sua base utenti. Grazie a un processo di onboarding coinvolgente durante la fase di registrazione, capace di guidare i nuovi utenti attraverso le funzionalità e i vantaggi del prodotto, Dropbox ha saputo ottenere il massimo da questo primo passaggio obbligato. Il metodo seguito consisteva, e consiste tuttora, in una serie di semplici step specifici, come ad esempio l’installazione dell’app desktop, il caricamento di un file e la condivisione di una cartella: questi passaggi necessari per il primo utilizzo, oltre a educare gli utenti su come utilizzare efficacemente il servizio, creavano un senso di progresso e realizzazione: esattamente quello che abbiamo visto essere uno dei punti cardine della gamification, che vede il superamento delle prove come un elemento indispensabile per raggiungere la “soddisfazione” di essere arrivati a un livello superiore. Nel caso di Dropbox questo livello era, ed è, la capacità di saper utilizzare subito il servizio di condivisione file tanto agognato.

Regalare spazio di archiviazione gratuito a chi introduceva un amico è stata l'intuizione che ha permesso a Dropbox di espandere enormemente la sua base di utenti in pochissimo tempo


Il vero asso nella manica che ha condotto Dropbox nell’olimpo del cloud storage, però, è stato il suo efficacissimo programma di referral marketing. Dropbox, infatti, suggeriva ai nuovi utenti di invitare i loro amici a utilizzare il servizio, e per spronarli offriva loro in cambio uno spazio di archiviazione aggiuntivo e gratuito: fu proprio questa situazione vantaggiosa per tutte le parti coinvolte, a essere stato il volano che in brevissimo tempo, ha portato un numero sempre maggiore di utenti a usare Dropbox.

Growth hacking e gamification su Linkedin

E per quanto riguarda LinkedIn? Su LinkedIn, poi usare il growth hacking e la gamification per aumentare le connessioni, i follower e le interazioni. La piattaforma offre infatti diversi servizi adatti a essere implementati all’interno delle strategie di gamification e growth hacking.
InMail: è una funzione di LinkedIn che ti consente di inviare messaggi diretti ad altri membri anche se non sono presenti nei tuoi collegamenti. Potresti utilizzare questa funzionalità per raggiungere nuovi contatti e generare nuove connessioni. Tuttavia, per utilizzare InMail in modo efficace, è importante che personalizzi il messaggio per creare un legame realmente utile per entrambi.
Ricerca avanzata: con questo strumento puoi filtrare i risultati della ricerca secondo diversi criteri, ad esempio il titolo professionale, la posizione geografica e le competenze. Puoi utilizzare questa funzionalità per trovare potenziali contatti che corrispondono ai criteri che preferisci e, una volta identificati, potresti raggiungerli direttamente utilizzando InMail per generare una proficua connessione.
LinkedIn Groups: questo servizio ti consente di unirti a gruppi di discussione basati su interessi comuni. Grazie ai gruppi puoi connetterti con facilità a persone professionalmente a te affini, allargando con facilità e velocità la tua rete professionale. Inoltre nei gruppi puoi trovare informazioni utili e promuovere il tuo brand o la tua attività.
LinkedIn Ads: è una piattaforma pubblicitaria che ti consente di creare annunci mirati e poter raggiungere così il tuo pubblico target presente sul social network. Anche questa funzionalità si integra perfettamente con quelle appena citate, in modo da aumentare la tua visibilità professionale e far crescere le tue opportunità di business.


Possiamo insomma dire che il binomio impegno/ricompensa tipico della gamification, può generare risultati davvero notevoli e quantificabili in termini di numeri, proprio come vuole il growth hacking: lo ha dimostrato in maniera esemplare la crescita esponenziale che ha caratterizzato l’arrivo sul mercato di Dropbox. In questo contesto è evidente come LinkedIn sia una piattaforma ideale per applicare le strategie di gamification e growth hacking, perché oltre agli strumenti che mette a disposizione, i suoi utenti sono spesso, se non sempre, alla ricerca di nuove opportunità di carriera e di crescita professionale.

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